Il segreto che fa male. L’outing

Il termine outing deriva dall’inglese out e significa, letteralmente, buttare fuori. Con esso si intende l’azione di rivelare pubblicamente l’omosessualità di una persona contro la sua volontà e senza il suo consenso.

Non va confuso con l’outcoming dove è il soggetto a venire fuori spontaneamente cioè a rivelarsi senza alcuna forzatura esterna. Si tratta, in questo caso, di una scelta importante e non sempre facile da parte dell’individuo, frutto di un processo intenzionale e consapevole, il più delle volte lungo e lento, di auto-accettazione personale.

L’outing, parola, spesso, qui da noi scambiata con la precedente e, pertanto, erroneamente usata, è, al contrario, lo sputtanamento ad intento denigratorio e diffamante della persona omosessuale, a scopo scandalistico.

L’intenzione è quella dell’etichettamento e della messa al bando dell’altro sulla base della sua identità e orientamento sessuale.

L’outing si diffuse negli USA a partire dal 1990 come movimento e pratica politica e giornalistica ad opera di movimenti anti gay.

Il termine viene, attualmente, utilizzato anche in senso allargato per indicare la rivelazione pubblica di un segreto altrui anche di natura diversa (ad es. riguardante il credo religioso, l’appartenenza a un gruppo politico, ecc…).

Chi ne è vittima viene esposta alla gogna sociale e, lesa nella sua privacy in modo invasivo ed intrusivo, subisce una vera e propria violenza psicologica.

Le ripercussioni nella vita del soggetto possono, a causa dell’esistenza di stereotipi e pregiudizi sociali e culturali, essere molto serie e riguardare l’ambito familiare, relazionale, sociale e lavorativo.

L’individuo si trova a vivere vergogna, imbarazzo, senso di colpa ed impotenza. In alcune situazioni arriva a sviluppare sintomi depressivi, disturbi post traumatici da stress e a mettere in atto condotte autolesionistiche e tentativi di suicidio.

Le conseguenze a livello emotivo e psicologico sono ancora più gravi quando ad essere presi di mira, attraverso, ad esempio, episodi di bullismo, sono gli adolescenti, soggetti, per il delicato ed importante momento evolutivo, dall’identità fragile ed incompleta. Gli effetti possono, in tali casi, essere a lungo termine ed incidere profondamente sul processo di formazione della personalità quando, addirittura, non indurre il ragazzo a togliersi la vita.

Quando l’impatto sulla vittima è troppo elevato, può rendersi necessario un sostegno psicologico per aiutarla ad affrontare e a superare l’evento rivelatosi altamente stressante e traumatico.

Si auspicano, in ogni caso, adeguati e seri interventi correttivi ed educativi sugli autori dell’outcoming al fine di evitare il perpetuarsi delle loro condotte a danni di altri individui.

Appare, infine, estremamente importante, a scopo preventivo, lo sviluppo e la diffusione di una cultura del rispetto dell’altro e della sua diversità.

Dott.ssa Cinzia Cefalo

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