Il buco nero. L’amnesia dissociativa transitoria

   L’amnesia dissociativa transitoria consiste in una perdita improvvisa di memoria che, per fortuna, dura solo poche ore.

Quel che si verifica è un collasso immediato e provvisorio delle capacità mnestiche, un vero e proprio black out o buco nero nella mente.

La dimenticanza, di cui il soggetto si accorge solo a posteriori, è il risultato di un processo in cui veri e propri pezzi di memoria vengono temporaneamente cancellati.

Il vuoto di memoria avviene in modo del tutto involontario ed incontrollabile, senza alcuna consapevolezza da parte della persona.

   Questo stato  deriva dalla mancanza di integrazione, in un circoscritto lasso di tempo, di funzioni cognitive come la coscienza, la memoria e/o la percezione che risultano tra loro provvisoriamente disconnesse (la corteccia cerebrale viene deaferentata cioè tagliata fuori).

Si assiste, allora, alla perdita transitoria della nozione del tempo e della capacità di ricordare.

Il fenomeno, che deve però escludere alcune condizioni patologiche come la demenza, l’epilessia, l’amnesia globale transitoria, ecc… e non deve essere l’effetto diretto di un trauma cranico o di sostanze psicotrope, può, in realtà, colpire chiunque in condizioni di elevato stress (spesso è preceduto da un periodo di difficoltà nel dormire e mancanza di sonno)  e/o dopo forti traumi (si è riscontrato in individui che hanno vissuto eventi catastrofici come terremoti, guerre, ecc..).

Alcuni segnali potrebbero essere premonitori e come tali non andrebbero sottovalutati.

Parlo della tendenza a fare le cose in automatico, dello stato di frequente e continua irritabilità e stanchezza, della difficoltà di attenzione e concentrazione con ricorrente distraibilità e fuga del pensiero, della presenza di un sonno disturbato o insufficiente, ecc….

Per evitare le conseguenze, non sempre, fortunatamente, così serie e gravi, ma a volte, al contrario, tragiche, come riporta spesso la cronaca, bisognerebbe essere in grado di ricordare che siamo umani con normali limiti e soglie di sopportazione e capire quando è il caso di rallentare o addirittura fermarsi.

Quando, tuttavia, ciò non è proprio possibile possiamo ricorrere ad utili accorgimenti ed espedienti che ci aiutino a ricordare meglio almeno le cose essenziali: ad esempio potremmo prendere l’abitudine di usare un’agenda per segnare i nostri impegni, utilizzare post-it per non dimenticare inevitabili incombenze e scadenze, fare la lista dei compiti da svolgere durante la giornata, impostare sveglie o allarmi per essere precisi con gli orari, ecc..

Tutto ciò permetterebbe di tenere libera la mente anche per altre cose.

In ultimo, credo che parte del problema risieda anche nella difficoltà, sperimentata oggigiorno in tante occasioni un po’ da tutti noi, di rimanere concentrati, attenti e ‘connessi’ con le cose veramente importanti della nostra vita (noi stessi e la nostra umanità fatta di limiti, bisogni e desideri, gli affetti, le relazioni, ecc…) con il rischio di perdere obiettivi centrali come la salute, i rapporti con gli altri (familiari, sentimentali ed amicali), l’educazione dei figli, ecc… e di farci eccessivamente prendere da una quotidianità routinaria rappresentata esclusivamente da impegni e doveri.

Impariamo a tagliare, a dire no e/o basta, a ridefinire in modo più realistico gli obiettivi e a prenderci del tempo per noi e per le persone a cui vogliamo bene.

Dott.ssa Cinzia Cefalo

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