Lo stress buono. L’eustress

Dal greco eu (bene o buono), il termine eustress significa letteralmente stress buono.

La parola stress fu introdotta, nell’accezione comunemente nota oggi, per la prima volta nel 1936 da Hans Seyle e deriva dall’inglese ‘to stress’ cioè pressare. Essere sotto stress indica, pertanto, essere sotto pressione.

Per stress si intende, infatti, la risposta psicofisica che ognuno di noi attiva di fronte a stimoli ambientali e/o compiti di diversa natura (emotiva, cognitiva, sociale, ecc..) percepiti come eccessivi.

Lo stress può essere acuto, di breve durata, o cronico, che si protrae, cioè, nel tempo.

Usiamo il termine stress abitualmente in senso negativo ed in modo interscambiabile con quello più specifico ed appropriato di distress. Quest’ultimo denota la difficoltà di adattarsi efficacemente ad una realtà esterna vissuta come troppo dura e pesante e provoca, spesso, lo sviluppo di sintomi fisici, conflitti emotivi e comportamenti disfunzionali.

È fonte, quindi, di ansia, angoscia e sofferenza nel soggetto e, perciò, visto come dannoso e pericoloso per la sua salute.

Accanto ad esso, tuttavia, esiste uno stress positivo in grado di produrre sensazioni quali soddisfazione ed appagamento e di contribuire al benessere e alla realizzazione personale.

Esso nasce dall’accettazione della situazione stressante (lì dove il suo rifiuto genera, al contrario, rabbia e frustrazione con reazioni, spesso poco produttive, di fuga ed evitamento) e dalla capacità di gestirla funzionalmente ed efficacemente.

Si tratta di una risposta cognitiva positiva alla stimolazione ambientale finalizzata ad adattarsi alla realtà circostante e ai suoi cambiamenti. Essa risulta in grado di produrre modifiche favorevoli e vantaggiose della situazione stressante e/o soluzioni funzionali ed efficaci del problema.

Di fronte alla difficoltà e allo stress l’individuo si mette in discussione, si assume la responsabilità delle sue azioni, attiva risorse, attinge alla sua creatività e flessibilità per rendere il suo comportamento adeguato, fruttuoso e proficuo alle circostanze.

L’eustress produce nella persona senso di padronanza e di controllo in sé e nella propria vita e contribuisce al processo di costruzione della sua autostima.

Stimoli anche particolarmente intensi e duraturi possono, allora, venire percepiti come interessanti, desiderabili e/o eccitanti, indispensabili per il raggiungimento di importanti obiettivi e, di conseguenza, affrontati con fiducia, speranza, energia e vitalità, in un costruttivo atteggiamento di sfida e sana competizione.

Ancora una volta, la differenza dipende dal modo in cui vediamo e ci approcciamo alle cose.

Visto da questa prospettiva lo stress può essere potenzialmente considerato un’occasione importante e positiva di crescita basta imparare a gestirlo e ad affrontarlo rispettando, in ogni modo, senza quindi esagerare, i propri limiti e confini.

Dott.ssa Cinzia Cefalo

Immagine dal web

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