Il Mild Cognitive Impairment o compromissione cognitiva lieve

Si sa che le capacità cognitive risentono del passare del tempo: con l’età la memoria diventa meno efficiente, l’attenzione e la concentrazione risultano più difficoltose e lacunose, i tempi di reazione si fanno più lunghi, ecc..

Tutto ciò è quel che, in misura maggiore o minore a secondo dei casi, comunemente accade ad una persona che invecchia.

Il Mild Cognitive Impairment (MCI), in italiano compromissione cognitiva lieve o disturbo neurocognitivo minore secondo il DSM 5, tuttavia, rappresenta la condizione di quei soggetti con un deficit cognitivo maggiore rispetto a quello che ci si attende mediamente per età ed istruzione, senza, comunque, grosse ripercussioni ed interferenze sulla vita di tutti i giorni.

Le persone con MCI, infatti, sono solitamente autonome ed indipendenti e richiedono aiuto e sostegno minimo dall’esterno e dagli altri. Preservano, in generale, sufficienti funzioni cognitive ed adeguate abilità sociali ed occupazionali. Possono, magari, essere meno efficienti e/o necessitare di più tempo nell’esecuzione dei compiti.

Per fare degli esempi, possono mostrare un calo considerevole dell’attenzione, andare più spesso incontro a perdita del filo del discorso o del pensiero, avere frequenti dimenticanze, tendere a non ricordare eventi personalmente e socialmente rilevanti, avere maggiori difficoltà a pianificare, prendere decisioni e/o portare a termine compiti. Possono, inoltre, rivelare evidenti mutamenti emotivi e comportamentali apparendo meno ponderati nel giudizio, più impulsivi ed irritabili rispetto al passato.

I sintomi possono riguardare la memoria (MCI amnestico) o anche altre sfere cognitive (MCI non amnestico).

In ogni caso, a volte è l’individuo stesso a riscontrare e a lamentarsi dei suoi cambiamenti; altre, sono i familiari ad accorgersene e ad attivare gli opportuni interventi.

La diagnosi viene fatta attraverso la somministrazione di test neuropsicologici, test ematici e esami di neuroimaginig (PET, risonanza magnetica, ecc..).

Il trattamento assume particolare importanza in un’ottica di prevenzione e di terapia precauzionale visto che il Mild Cognitive Impairment è considerato una condizione limite dell’invecchiamento normale, una soglia di possibile passaggio ed evoluzione nella demenza (Sindrome di Alzheimer o altro), specie in soggetti con fattori a rischio quali presenza di patologia cerebrovascolare, segni extrapiramidali, depressione, apatia, ansia, interessamento di più domini cognitivi, ecc…

La terapia, in alcuni casi, prevede l’utilizzo di farmaci per la cura dell’Alzheimer. Per trattamenti più specifici è in atto la sperimentazione.

Ai fini della prevenzione, invece, sono, ancora una volta, di enorme valore uno stile di vita sano ed equilibrato, l’esercizio fisico, l’allenamento e la stimolazione cognitiva.

Dott.ssa Cinzia Cefalo

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