Il tradimento seriale come ricerca di conferme alla propria identità

   Il traditore seriale è colui, che, costantemente e ricorrentemente, non riesce, pur essendo ‘ufficialmente’ fidanzato, convivente o sposato, a non avere relazioni con altri/e partner, spesso anche più di uno/a contemporaneamente.

Che si tratti di incontri brevi e fuggevoli, destinati a non avere seguito, o di vere e proprie storie parallele, più o meno durature, l’incorreggibile fedifrago si barcamena con le inevitabili difficoltà del vivere e gestire, in concomitanza, le diverse e numerose esperienze amorose, ben attento a nascondere, attraverso bugie ed inganni, la propria infedeltà.

Sicuramente è, quindi, una persona a cui piace complicarsi, e alle volte anche notevolmente, la vita.

Un vero e proprio imbroglione attento a calcolare e a pianificare astutamente strategie e ad inventare abilmente scuse di tutti i generi per poter stare fuori casa (impegni, cene e/o viaggi di lavoro, imprevisti  e contrattempi di ogni sorta, ecc…).

In suo aiuto viene sicuramente la moderna tecnologia: il soggetto con frequentazioni e relazioni  clandestine passa molto tempo sul web o a chattare e fa un uso eccessivo del cellulare.

Non necessariamente bello, l’amante della scappatella è, in ogni modo, un individuo interessante, intrigante e malizioso, con grande sex appeal e forti capacità di sedurre ed affascinare.

   Ma cosa si nasconde dietro il comportamento recidivo ed impenitente del traditore seriale? A quali significati nascosti rimanda il suo incessante bisogno di essere infedele?

   Anche se culturalmente siamo più abituati a pensarlo nei panni di un uomo, in realtà ci sono anche molte appartenenti al gentil sesso che hanno la tendenza a ricorrere frequentemente ai rapporti sessuali e/o sentimentali al di fuori del fidanzamento, della convivenza o del matrimonio.

Non parliamo, quindi, di donne che si relegano perennemente al ruolo di amante di uomini sposati ma di donne che, se pur impegnate e/o coniugate, scelgono di avere degli amanti, ruoli diversi anche se, in alcuni casi, sovrapponibili.

   Siano di sesso maschile oppure femminile i fedifraghi abituali hanno, comunque, in comune l’irrefrenabile bisogno di piacere e di essere approvati e la ricerca, attraverso le relazioni clandestine, di continue conferme alla propria identità personale, sessuale e di genere.

Dietro i loro aspetti egocentrici e vanitosi nascondono, in realtà, una profonda fragilità ed insicurezza a causa di una scarsa autostima di fondo. Non di rado hanno, o hanno avuto in passato, episodi problematici nella sfera sessuale (anorgasmia, difficoltà di erezione, ecc…).

Il loro atteggiamento altamente manipolativo, seduttivo e competitivo risponde a un bisogno di appagamento narcisistico per cui l’altro è una preda da conquistare e da collezionare (una delle tante) a dimostrazione e vanto, a sé e agli altri, delle proprie grandiose abilità e del proprio successo o, in ogni modo, un mero possesso e oggetto.

In tale ottica, anche all’interno del rapporto ‘ufficiale’ il traditore seriale può mostrare gelosia e possessività, a prima vista paradossale, verso il/la partner abituale.

Pur apparentemente dotati di sensibilità e buone capacità relazionali, si tratta di soggetti che mancano di empatia e che sono incapaci di entrare in una relazione affettiva profonda con l’altro. Appaiono inafferrabili da un punto di vista sentimentale, eccessivamente coinvolti solo ed esclusivamente da se stessi.

   La coppia ‘ufficiale’, non di rado caratterizzata da assenza di dialogo e comunicazione, presenta spesso problemi e conflitti irrisolti che entrambi i partner evitano di affrontare in modo costruttivo ed adeguato.

Il tradimento rappresenta, in questi casi, una fuga disfunzionale ed inefficace dalla relazione problematica alla ricerca di diversivi fuori dall’ordinario e dalla routine quotidiana.

   L’infedeltà può, inoltre, essere usata per curare vecchie ferite  (come, ad esempio, tradimenti subiti e vissuti in modo traumatico nel passato), per farsi giustizia e, in qualche modo, vendicarsi inconsciamente.

Un’ipotesi psicologica fa risalire il comportamento del traditore seriale a un ‘tradimento primario ed originario’ ad opera della figura materna, figura percepita dal soggetto come assente ed abbandonica, anche se spesso simbiotica. Tale tradimento sarebbe responsabile di uno svilupparsi, nella persona, di un attaccamento problematico ed insicuro e di difficoltà a lasciarsi coinvolgere emotivamente nelle relazioni nel tentativo di rifiutarne e negarne ogni forma di dipendenza affettiva.

Dott.ssa Cinzia Cefalo

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