Sindromi curiose. La sindrome di Alice nel Paese delle Meraviglie

   Fu lo psichiatra inglese John Todd nel 1955 a coniare il termine di Sindrome di Alice nel Paese delle Meraviglie, ispirandosi al famoso romanzo di Lewis Carroll.

Come Alice, la protagonista della fiaba, chi soffre di tale disturbo, noto anche come Sindrome di Todd o delle allucinazioni lillipuziane, manifesta gravi ed importanti sintomi di natura percettiva. L’AIWS, dall’inglese Alice in Wonderland Syndrome, è, infatti, un disturbo neurologico che colpisce la percezione visiva.

   I soggetti che ne sono affetti presentano distorsioni ed alterazioni percettive riguardanti le dimensioni, ma anche la posizione, del proprio corpo e degli oggetti dell’ambiente circostante. Le persone con Sindrome di Alice nel Paese delle Meraviglie lamentano micropsia o macropsia, cioè la visione delle cose come molto più piccole, nel primo caso, o molto più grandi, nel secondo, di quanto siano in realtà, proprio come avviene nella storia ad Alice dopo aver mangiato un fungo dagli effetti allucinogeni.

In tali individui, inoltre, risultano alterati anche il senso del tempo (soprattutto rallentato)  nonché la percezione della distanza, della velocità e del movimento. Ne conseguono grandi difficoltà di coordinazione e frequenti vissuti di dissociazione (depersonalizzazione e derealizzazione).

I soggetti possono, poi, anche avere difficoltà nella memoria a breve tempo e sensazioni di essere ascoltati, osservati e toccati di continuo dagli altri.

   Esperienze di distorsione percettiva simili sembrano, comunque, essere piuttosto comuni, e quindi non necessariamente patologiche, nella fase del pre- addormentamento o nei bambini dai 2 ai 13 anni; in quest’ultimo caso, in particolare, non sono evidenti cause scatenanti e la regressione avviene spontaneamente con la crescita.

   In ambito psicopatologico, invece, questo disturbo è spesso associato con i disturbi depressivi.

Ai fini di una diagnosi differenziale i sintomi dell’AIWS presentano sostanziali differenze rispetto alle allucinazioni e ai deliri degli psicotici. Per prima cosa si tratta di una condizione egodistonica per il soggetto, da lui vissuta, con paura, confusione e vergogna, come qualcosa di strano, bizzarro ed anormale. La persona, spesso, tende a nascondere i sintomi per paura di essere presa per matta e con difficoltà cerca aiuto e ricorre a una cura. La sintomatologia, inoltre, a differenza della psicosi, è breve e temporanea, chiaramente collegata ad una evidente causa neurologica.

   L’ipotesi scientifica sui meccanismi all’origine del disturbo è, infatti, quella di un’anormale attività elettrica cerebrale, causa di alterazioni del flusso sanguigno nelle aree del cervello deputate alla percezione visiva. L’apparato visivo risulta, infatti, privo di lesioni.

   Si è riscontrata la presenza della Sindrome di Alice nel Paese delle Meraviglie in una grande percentuale di individui che soffrono di emicrania: lo stesso Lewis Carroll sembra soffrisse di violenti mal di testa e si pensa potrebbe essersi ispirato alle sue personali esperienze nello scrivere il suo romanzo. Il legame tra l’AIWS e l’emicrania è sicuramente il più certo e frequente.

Tra le altre cause alla base di tale disturbo troviamo le crisi epilettiche, i tumori cerebrali, l’uso di droghe o di alcuni farmaci ed  alcune infezioni come la Mononucleosi da virus Epstein – Barr.

 

Non esiste un trattamento specifico. Per la risoluzione dei sintomi si procede sostanzialmente alla cura del fattore che li ha scatenati.

Dott.ssa Cinzia Cefalo

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