Quando il passato dell’altro è motivo di ossessione. La gelosia retroattiva o Sindrome di Rebecca

   La gelosia è un sentimento piuttosto comune e diffuso.

Entro certi limiti è ben tollerato e, addirittura, percepito come piacevole conferma dell’interesse e delle attenzioni dell’altro nei nostri confronti.

In alcuni casi, tuttavia, essa eccede nella frequenza e nell’intensità dei vissuti e delle manifestazioni fino a diventare insopportabile ed asfissiante per chi ne è oggetto ma anche una pesante ossessione, da cui è difficile liberarsi, per chi la prova.

   Una forma particolarmente insidiosa di gelosia è quella retroattiva dove a ossessionare e a perseguitare la persona, come il peggiore dei suoi incubi, è il passato sentimentale e sessuale del partner.

Il soggetto rimugina di continuo su pensieri negativi, fissi e costanti riguardanti le storie avute dal partner in precedenza, fantastica sui dettagli di cui è venuto a conoscenza o che inventa, non tollera che vengano nominati luoghi e/o eventi correlati alle precedenti relazioni del partner.

La gelosia retroattiva, anche detta Sindrome di Rebecca dal film di Hitchcock ‘Rebecca la prima moglie’, ispirato al romanzo di Daphne Du Maurier, consiste in una gelosia sulla vita sentimentale e sessuale passata del partner infondata ed immotivata, che trascura i dati di realtà e di fronte alla quale nulla valgono rassicurazioni e conferme.

L’individuo si trova a provare intensi vissuti di ansia, rabbia e disgusto e si sente triste, solo e depresso. Sperimenta, inoltre, un forte bisogno di controllo della situazione e dell’altro: in preda alla frustrazione e all’angoscia di essere tradito e lasciato, è continuamente alla ricerca di conferme attraverso comportamenti investigativi e incessanti richieste di prove ed attenzioni.

L’atteggiamento di scarsa fiducia ed insicurezza verso il partner, oltre ad essere fonte di stress per il soggetto fino a provocare in lui attacchi di panico, nausea, vomito e giramenti di testa, mina fortemente il rapporto di coppia, logorandolo e distruggendolo.

Nella lotta con i fantasmi del passato, il partner diventa il bersaglio di liti furiose, blocchi, rifiuti, risentimenti, violenza fisica e tradimenti come vendetta. Il risultato è, spesso, la rottura della relazione.

Il paradosso è che il tanto temuto abbandono ed allontanamento del partner si traduce in ritiro e chiusura in sé da parte del soggetto stesso.

L’attenzione eccessiva verso il passato del partner rende, inoltre, la persona assente dal coinvolgimento emotivo attuale del rapporto: il soggetto si rivela incapace di stare nel presente della relazione di coppia.

La Sindrome di Rebecca è prevalentemente maschile ma riguarda anche le donne.

Esistono tuttavia differenze nei due sessi.

L’uomo appare maggiormente ossessionato per il passato intimo e sessuale della partner: prova repulsione e le rinfaccia il numero di partner avuti, la leggerezza con cui si è lasciata andare, si confronta con gli ex. La sua gelosia è, soprattutto, per un mancato ‘possesso’ totale della sua partner.

La donna, al contrario, pone più attenzione agli aspetti emotivi; quindi è più gelosa delle storie passate che hanno fatto soffrire e coinvolto emotivamente il suo partner rispetto alle sue avventure sessuali.

Come disse O. Wilde ‘Gli uomini vorrebbero essere il primo amore di una donna. Le donne hanno un istinto più sottile per le cose: a loro piace essere l’ultimo amore di un uomo’.

Tra le cause  della Sindrome di Rebecca c’è sicuramente una scarsa autostima di fondo nel soggetto, un senso profondo di inadeguatezza ed insicurezza, una percezione di sé come di non essere all’altezza, di non valere abbastanza per essere amati come l’altro. L’immagine del/la presunto/a rivale viene, invece, idealizzata, mitizzata attraverso una distorsione cognitiva e percettiva per cui l’altro/a appare migliore, speciale ed ineguagliabile. Si tratta di una figura  che diviene ingombrante ed invadente nel rapporto con il partner, al di là della sua effettiva reale presenza o meno nella vita di questo ultimo.

In alcuni casi, infatti, il partner non vede e non sente più da tempo l’ex. In altri, alcuni fattori, come la presenza di figli dalla relazione precedente, la condivisione del lavoro, ecc., complicano la gestione della situazione.

   Altre cause alla base della gelosia retroattiva sono un atteggiamento di possessività verso il partner e una visione distorta ed incompleta del ruolo del partner, dell’amore e del sesso.

In tal senso giocano un ruolo importante anche i condizionamenti socio culturali.

   Per il partner la vita si trasforma in un vero e proprio inferno.

Se da un lato l’invito è quello di non colpevolizzarsi e di non colludere con le ossessioni del partner, dall”altro il consiglio è di fare attenzione a non provocare  gli atteggiamenti di gelosia (ad esempio evitare di raccontare cose e dettagli delle storie precedenti) e di non sottovalutare la situazione ricorrendo all’aiuto e al consiglio di un esperto.

Il trattamento del soggetto con Sindrome di Rebecca è attraverso una psicoterapia in grado di spezzare il circolo vizioso dei pensieri ossessivi e di lavorare sulla percezione di sé, del rapporto e dell’altro.

E’ anche possibile, lì dove se ne ravvisino le condizioni, la terapia di coppia per una risoluzione del problema e del conflitto in termini relazionale.

Dott.ssa Cinzia Cefalo

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