La curiosità. Cos’è? A cosa serve? Come svilupparla?

   La curiosità è la voglia e il piacere di sapere di più; è l’esigenza di accrescere la propria esperienza e conoscenza che ci guida nell’adattamento e nell’interazione con l’ambiente circostante.
Si tratta di un desiderio istintivo e naturale comune a tutti noi.
Per alcuni, i più curiosi, finisce per rappresentare un tratto distintivo della personalità, una modalità costante ed abituale di vivere. Per altri, è un impulso importante anche se più occasionale ed episodico, limitato a specifiche situazioni.
E’, in certi momenti, un bisogno che richiede, in maniera impellente ed urgente, di essere soddisfatto; in altri, un istinto assopito e dormiente, bisognoso di sollecitazioni e stimolazioni.

   La parola curiosità deriva dal latino cura: essere curiosi significa avere sollecitudine, premura, interesse e attenzione per qualcosa o qualcuno.

   La curiosità è correlata a fattori emotivi, cognitivi, motivazionali e comportamentali ed implica dimensioni interattive e relazionali.

  • E’ fonte di piacere e soddisfazione personale,
  • rappresenta un potente incentivo intrinseco al comportamento,
  • spinge all’azione, all’esplorazione e alla sperimentazione,
  • stimola, produce e aumenta l’apprendimento,
  • potenzia la memoria per il maggior interesse che dedichiamo a ciò che ci circonda,
  • permette l’autorealizzazione e la crescita personale,
  • media il rapporto con l’ambiente e con gli altri.

Viene considerata un aspetto fondamentale dell’intelligenza. “Non ho alcun talento particolare. Sono appassionatamente curioso” era solito ripetere Einstein.

   Di qui l’importanza di stimolare lo sviluppo della curiosità attraverso opportune strategie educative che focalizzino l’attenzione sul processo, e non solo, come spesso avviene, sui contenuti, dell’apprendimento.

R. Kipling diceva: “Possiedo sei onesti servitori. Mi hanno insegnato tutto quel che so. Sono Cosa, Dove, Quando, Come, Perché e Chi”.

Di seguito alcuni consigli validi e utili soprattutto per genitori, insegnanti ed educatori:

  • insegnare a porsi e a porre domande,
  • incentivare il dubbio e l’atteggiamento critico,
  • stimolare il punto di vista personale e la discussione e il confronto di esso con gli altri,
  • incoraggiare ad assumere posizioni alternative e/o adottare soluzioni differenti nell’affrontare i problemi,
  • educare alla flessibilità e all’apertura al nuovo,
  • dare importanza allo studio, alla ricerca e all’aggiornamento,
  • rinforzare la curiosità ogni volta che si manifesta,
  • essere modelli di curiosità (per citare nuovamente Einstein “La creatività è contagiosa. Trasmettila!”).

Dott.ssa Cinzia Cefalo

Immagine dal web

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